NEWS – 11 MAGGIO 2026

Direzione Nord: Luigi Borré porta la visione di Near nel confronto nazionale sul Piano Casa e il futuro dell’abitare

l Presidente di Near spa benefit è intervenuto accanto a rappresentanti delle istituzioni, della finanza e degli operatori del settore nel confronto sul Piano Casa, l’housing sociale e le strategie per rendere più accessibile l’abitare.

L’11 maggio scorso, all’Auditorium Giorgio Squinzi di Assolombarda a Milano, si è svolto il panel Casa, c’è ancora un mercato per i diritti? nell’ambito della XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline. Il confronto ha riunito voci di primo piano del quadro pubblico e privato: Lucia Albano, sottosegretario al MEF, Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa del Comune di Milano, Alan Rizzi, presidente di Aler Milano, Filippo Catena, direttore Fondi Abitare e Rigenerazione di CDP Real Asset, Vincenzo Barbieri, presidente di LUM Libera Unione Mutualistica, Fabrizio Candoni, CEO di Wegreenit, e Luigi Borré, presidente di Near spa benefit.

Il valore dell’incontro è stato proprio nella qualità e nella concretezza del confronto: dal richiamo di Lucia Albano alla dimensione ormai sistemica della crisi abitativa e agli strumenti del Piano Casa nazionale, alla sottolineatura di Emmanuel Conte sul ruolo della regia pubblica e su un’idea di abitare che comprende servizi, trasporti e prossimità, fino al contributo degli operatori finanziari e industriali impegnati nella costruzione di modelli più stabili e accessibili. In questo quadro, il contributo di Near ha portato al tavolo non solo una lettura critica delle dinamiche in corso, ma anche una visione progettuale fondata sull’esperienza diretta nella rigenerazione urbana e nell’housing accessibile.

Finanziarizzazione: non tutti i capitali sono uguali

Uno dei passaggi più rilevanti dell’intervento di Near ha riguardato la necessità di distinguere, all’interno del fenomeno della finanziarizzazione immobiliare, tra forme di capitale profondamente diverse tra loro. Accanto a logiche estrattive e orientate al breve periodo esistono, e vanno valorizzate, forme di capitale paziente e industriale, capaci di sostenere processi di sviluppo urbano di lungo termine, rigenerazione di periferie e produzione di nuova offerta abitativa anche a prezzi accessibili.

Ricucire le città, riaccendere i territori

Riprendendo l’immagine evocata da Renzo Piano sulla necessità di “ricucire le città”, Borré ha proposto di estendere questa visione a una scala più ampia: quella della “ricucitura dei territori”. Non basta intervenire sulle fratture interne alle grandi metropoli. Occorre anche riattivare quegli agglomerati urbani che si stanno progressivamente spegnendo: territori con valori immobiliari contenuti e potenzialmente accessibili, ma rimasti ai margini dello sviluppo economico. A tenerli indietro sono soprattutto l’insufficienza di connessioni infrastrutturali e la scarsa visibilità presso l’opinione pubblica.

In questa prospettiva, la soluzione all’emergenza abitativa non può consistere esclusivamente nel concentrare interventi di housing sociale nelle aree già sottoposte alla maggiore pressione immobiliare. Deve passare anche attraverso una redistribuzione della domanda e una riattivazione territoriale che includa investimenti in mobilità, infrastrutture e, elemento spesso sottovalutato, nella dimensione culturale e informativa: far conoscere i territori, valorizzarne la qualità urbana, riallineare la percezione dell’accessibilità reale.

Verso un mercato civile dell’abitare

Al centro della proposta di Borré vi è il concetto di mercato civile dell’abitare: un modello nel quale il capitale non rinuncia alla propria funzione economica, ma la integra con una funzione civica e sociale. Un sistema in cui il risparmio venga orientato verso investimenti a impatto, gli operatori ottengano una remunerazione equa e sostenibile e vengano al contempo contenute le derive speculative. Un richiamo esplicito ai principi del capitalismo civile, e un riferimento diretto alle best practice europee più avanzate, dal sistema olandese di garanzie pubbliche al modello viennese di affordable housing, riconosciuto tra le eccellenze internazionali del settore.

Perché questo modello funzioni, Borré ha indicato alcune condizioni abilitanti imprescindibili: disponibilità di aree e immobili a costi di ingresso sostenibili, processi autorizzativi certi e rapidi, strumenti finanziari adeguati, debito accessibile e capacità di innovazione nei processi costruttivi. Il tutto all’interno di un quadro di partenariato pubblico-privato “plurale”, multilivello e multi-attore, in cui la riduzione del rischio da parte del pubblico si trasferisca lungo la filiera fino ai prezzi finali di accesso, producendo un effettivo calmieramento dei valori abitativi.

Il ruolo di Near

L’intervento di Luigi Borré a Direzione Nord si inserisce in un percorso coerente con la missione che Near si è data fin dalla sua fondazione: dimostrare che è possibile operare nel settore immobiliare con logiche di lungo periodo, attente alla qualità urbana, all’accessibilità e all’impatto sociale. È un approccio che il gruppo sta mettendo alla prova in progetti significativi di rigenerazione e housing sociale, da Milano con UpTown, Ex Macello, L’Innesto, Caserma Mameli, a Bergamo con Montelungo Colleoni, fino ad altri interventi che cercano di coniugare sostenibilità economica, inclusione e trasformazione urbana. Una presenza nei luoghi del dibattito pubblico che non è quindi solo di testimonianza, ma di proposta, con la convinzione che costruire città migliori sia, insieme, una responsabilità civile e un’opportunità economica concreta.

La questione abitativa è una questione sociale, economica, demografica, infrastrutturale e territoriale insieme. Richiede alleanze stabili, regole chiare e una visione condivisa di lungo periodo. Il Gruppo Near è in campo per contribuire a costruirla.